Pedigree, a cosa serve? Come ottenerlo? Quanto Costa?

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Pedigree, a cosa serve? Come ottenerlo? Quanto Costa?

“Vorrei acquistare un cane di Razza, ma credo che lo prenderò senza pedigree, tanto non mi interessa fare EXPO.”

“L’allevatore mi ha detto che senza il pedigree il cane me lo vende a 300€, se invece lo voglio il cucciolo mi costa 1000€”

“ho visto i genitori e sono tutti e due di razza pura, ma non mi serve a niente il pedigree, quindi risparmio quei soldi”

“Il Pedigree è solo un pezzo di carta, non serve a niente! serve solo per le gare di esposizione”

Pedigree, a cosa serve? Come ottenerlo? Quanto Costa?

Chi non ha mai sentito almeno una di questa frase? Credo che tutti abbiamo letto o sentito almeno una di queste frasi, infatti, purtroppo, in Italia la cultura cinofila è scarsissima, la stragrande maggioranza della gente non conosce esattamente cos’è un pedigree, a cosa serve e come lo si ottiene.

Con questo articolo cerchiamo di fare un po di chiarezza…

Il pedigree è il certificato di iscrizione a uno dei Registri del Libro genealogico. Viene emesso e stampato esclusivamente nella sede centrale dell’ENCI e viene spedito all’allevatore o alla Delegazione ENCI di competenza territoriale del nuovo proprietario del cucciolo se questo viene indicato all’atto della presentazione della domanda di iscrizione.

Tra le altre cose, nel pedigree sono annotati:

  • i dati anagrafici e identificativi del cane (razza, nome, sesso, data di nascita, colore del mantello, microchip);
  • il numero d’iscrizione ad uno dei Registri di cui si compone il Libro genealogico;
  • la genealogia del cane (genitori, nonni, bisnonni e trisnonni);
  • chi, tra gli antenati, è stato campione di bellezza o di lavoro in Italia o all’estero e ha conseguito risultati in prove, brevetti, selezioni e/o è stato sottoposto a controlli sanitari per le displasie.
  • i dati anagrafici del proprietario e dell’allevatore.
  • I diversi passaggi di proprietà avuti del cane.
pedigree pagina esterna
pedigree enci a cosa serve

E poi?
Poi basta, purtroppo, perché i pedigree italiani sono carenti di molte altre informazioni che invece vengono fornite dai certificati di alcune altre nazioni.
Alcuni pedigree vengono arricchiti con dati provenienti dalle prove attitudinali, dai risultati delle indagini riguardanti le patologie congenite, in alcuni casi da informazioni riguardanti l’intera cucciolata a cui appartiene in cane in oggetto.

A COSA SERVE IL PEDIGREE?

Cominciamo col dire che un pedigree non è un “certificato di nobiltà”, e che non rende “meno cane” un animale che ne è sprovvisto.
Però un cane sprovvisto di pedigree non può essere considerato “cane di razza pura”, neppure se è morfologicamente identico ai cani della razza a cui “vorrebbe” appartenere.

Per la legislazione italiana la vendita di cani proposti come “di razza”, senza che questa qualità sia attestata dal pedigree, è vietata dal Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992.


Questo significa che un cane senza pedigree non potrà partecipare ad alcuna manifestazione ufficiale (esposizione, prova di lavoro ecc.) e che faticherà moltissimo anche a trovare un partner, perché nessun allevatore (o privato) serio accetterà mai di accoppiare il proprio cane con un soggetto senza documenti
L’unica possibilità è quella di trovare un soggetto a sua volta privo di pedigree…ma per allevare cosa?


Cani di cui non si sa nulla e su cui non è stata fatta alcuna selezione né sanitaria (la più importante di tutte) né caratteriale?
I cani non devono necessariamente essere tutti belli: ma sani ed equilibrati, questo sì!
Accoppiare a casaccio non può dare alcuna garanzia in questo senso, e quindi è molto meglio evitarlo.

Se non si ha alcuna necessità o desiderio di avere per compagno un cane di razza, la risposta migliore alla ricerca di un compagno fedele che vi amerà per tutta la vita è quella di rivolgersi al meraviglioso e nobile mondo del cane meticcio.


I meticci possono dare tutto quello che normalmente si desidera da un cane…ma senza trucco e senza inganno.
Tutti i cani hanno la stessa dignità e lo stesso valore affettivo: se però si vuole la razza pura, essa dev’essere certificata. In caso contrario ci sono tanti dolcissimi “cani fantasia” che attendono nei rifugi.

Se invece si amano uno o più requisiti del cane di una determinata razza (bellezza estetica o particolari requisiti caratteriali), allora è giusto e corretto acquistare un cane munito di documenti ufficiali, perché SOLO il cane con pedigree è “realmente” di razza pura.

Gli altri equivalgono in tutto e per tutto a meticci (il loro valore commerciale e zootecnico è ESATTAMENTE lo stesso), ma solitamente vengono venduti anziché ceduti gratuitamente, perché “sono di razza”.
In realtà NON LO SONO AFFATTO, e farli pagare come tali è una vera e propria truffa.
“Cane di razza pura”, anche per la legge, è sinonimo di “cane con documenti”. L’aspetto fisico non conta nulla.

Se proprio si vuole prendere un cane di “similrazza”, ovvero il cosiddetto “cane di razza senza pedigree”, si abbia almeno l’accortezza di non utilizzarlo in riproduzione. Nascerebbero infatti cuccioli difficili da sistemare, potenzialmente tarati (perché non c’è controllo sanitario a monte) potenzialmente non purissimi (perché nessuno può garantirci che tutta la linea di sangue del nostro cane sia di razza pura).

Tutto questo, infine, mina il duro lavoro di selezione che ha visto persone impegnare intere vite per il benessere di una razza.
Quindi sì al cane senza pedigree, che ha la sua dignità di cane come qualsiasi altro…ma solo se non gli si fanno fare cuccioli.


Infine…se si vuole un cane di razza con pedigree, si cerchi un VERO cane di razza con un VERO pedigree: e cioè ci si preoccupi di trovare un allevatore serio, che non faccia pasticci con i documenti e che faccia vera selezione cinotecnica, e non…commerciale.
Come trovarlo?
La cosa migliore da fare è rivolgersi alla delegazione ENCI della propria città, o meglio ancora alla Società specializzata che tutela la propria razza del cuore.

COME SI OTTIENE IL PEDIGREE?

Perché un cucciolo ottenga il pedigree è indispensabile che l’allevatore (inteso come proprietario della fattrice al momento della nascita) presenti:


MODELLO A: da compilare a cura del proprietario della fattrice entro 25 giorni dalla data di nascita della cucciolata e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio (in cui sono verificabili fattrice e cuccioli)

MODELLO B: modulo per la denuncia di iscrizione di cucciolata, da compilarsi a cura dell’allevatore entro 90 giorni dalla data di nascita dei cuccioli e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio.

SOLO in questo modo il cucciolo verrà iscritto al Registro Origini Italiano (ROI) o al Registro Supplementare Riconosciuti (RSR), a seconda dei libri a cui sono iscritti i genitori.
L’iscrizione non avviene “in automatico” come alcuni credono: se non si presentano i suddetti modelli i cuccioli resteranno senza documenti.


Un cane adulto, invece, può ottenere il pedigree solo attraverso il RSR, che è un libro genealogico particolare aperto solo per alcune razze, a cui possono essere iscritti come capostipiti i cani di razza pura di cui non si conoscono gli ascendenti: in particolare viene utilizzato per l’iscrizione di cani che appartengono a razze di recente riconoscimento.

 IL MIO CANE HA UN PEDIGREE STRANIERO. DEVO FARE QUALCOSA PER PRESENTARE O ACCOPPIARE IL MIO CANE IN ITALIA?

Se il Paese straniero è affiliato all’FCI il cane può essere iscritto in esposizione anche con il suo certificato originale.
Non può, invece, essere utilizzato in riproduzione senza la voltura al ROI, che si può effettuare in qualsiasi delegazione ENCI.


Alcuni Paesi stranieri emettono due tipi di pedigree: solo uno di essi – detto “export pedigree” – può essere volturato. E’ bene informarsi, sempre presso una delegazione ENCI, e farsi mandare un export pedigree nel caso si sia in possesso di documento diverso e non volturabile. La materia è molto vasta, anche perché le leggi dei vari Stati non sono tutte uguali: conviene sempre fare riferimento all’ENCI per conoscere le mosse giuste da compiere.

LA MIA CAGNA NON HA IL PEDIGREE. SE LA FACCIO COPRIRE DA UN MASCHIO CHE INVECE LO HA, I CUCCIOLI POTRANNO ESSERE ISCRITTI?

No. Il pedigree viene concesso solo a cuccioli che hanno entrambi i genitori provvisti di documenti.

 MISTER X MI HA PROPOSTO DUE PREZZI PER LO STESSO CUCCIOLO: UNO CON IL PEDIGREE E UNO (MOLTO PIU’ BASSO) SENZA PEDIGREE. SE NON VOGLIO FARE ESPOSIZIONI NE’ CUCCIOLI, PERCHE’ DOVREI SPENDERE MOLTI PIU SOLDI?

La prima motivazione è semplicissima: Mister X si è già qualificato come vero e proprio truffatore. Infatti un pedigree costa pochi euro, e chi prova a “venderlo” a cifre consistenti sta già truffando in partenza.
Ma la cosa più importante è che un pedigree esiste per un solo cucciolo specifico!
Il pedigree è la “carta d’identità” solo di QUEL cucciolo, e identifica solo QUEL cucciolo: se un acquirente rifiuta l’acquisto del documento, il venditore può soltanto buttarlo via, perché quel documento non può adattarsi a nessun altro cane presente su tutto il pianeta.


Chi vende cani e pedigree come se fossero due entità distinte, traffica in pedigree fasulli: quelli che non vengono acquistati col cucciolo li “appiccica” ad altri cuccioli sprovvisti.
In altre parole, MISTER X vende sempre e comunque documenti FALSI, e da lui non bisogna acquistare nè un cane senza pedigree, nè TANTOMENO un cane con pedigree…che non sarà certamente il suo.
Mister X va salutato per sempre, e possibilmente segnalato a tutte le persone che conosciamo come elemento da evitare come la peste.

QUAL’è IL COSTO DEL PEDIGREE?

Modello A €15,50 (Prezzo per tutta la cucciolata)
Modello B €19,50\€21,50 (da moltiplicare per ogni cucciolo nato)
Bisogna poi aggiungere i diritti di segreteria.

35\40€ per cucciolo???

Quindi quando vi dicono con il pedigre 100 e senza 500 cambiate strada perché è una truffa!

Inoltre è bene ricordare nuovamente che Per la legislazione italiana la vendita di cani proposti come “di razza”, senza che questa qualità sia attestata dal pedigree, è vietata dal Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992.

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